Potenziare le Presenze Consolari:

della vedona risponde a Tacconi

 

15/10/2015 - 20:09 (aise)

 

“All’inizio di giugno avevo presentato, insieme ai colleghi del PD eletti all’estero, un’interrogazione al Ministro degli Esteri in cui sostenevo la necessità di potenziare le “presenze consolari” e l’istituzione di nuovi consolati onorari, ampliandone contestualmente le funzioni, nelle città recentemente private di una rappresentanza consolare, con particolare riferimento al Regno Unito”. È quanto segnala Alessio Tacconi, deputato Pd eletto in Europa, che oggi in Commissione ha ricevuto risposta dal Sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova.“Il Sottosegretario – riferisce Tacconi – mentre ritiene difficilmente percorribile l’istituzione di sportelli consolari da affidare a “personale itinerante”, normalmente impiegati a contratto che non possono, per legge, perfezionare gli atti, ha assicurato l’impegno dell’Amministrazione a garantire efficaci forme alternative di presenza consolare quali potrebbero essere nuovi consolati onorari di cui verrebbero contestualmente accresciute le possibilità operative. A tale proposito ha annunciato, tra l’altro, l’elevazione a Consolato Onorario del Vice Consolato onorario di Aberdeen e la prossima operatività del Consolato onorario di Manchester non appena le Autorità britanniche avranno concesso la necessaria formale autorizzazione (exequatur)”.“Nella mia replica – continua Tacconi - da una parte ho chiesto al Governo se non sia il caso, nel rispetto delle consuetudini e delle prassi diplomatiche, di sollecitare la concessione dell’exequatur alle Autorità britanniche, dall’altra ho sottolineato la necessità di tener conto del particolare momento della congiuntura italiana che spinge sempre più concittadini, soprattutto giovani, a cercare lavoro all’estero, come conferma anche l’ultimo Rapporto della Fondazione Migrantes che quantifica in 10-15 mila gli italiani che ogni anno si stabiliscono nel Regno Unito. Pur condividendo alcuni criteri ispiratori della ristrutturazione ed apprezzando alcune lodevoli iniziative che sono state messe in atto dal Consolato Generale a Londra, quali sono per esempio gli incontri informativi denominati “primo approdo”, ho evidenziato che questi “nuovi migranti”, che si aggiungono alla numerosa comunità residente nel Regno Unito (nella sola cintura londinese vivono più di 250.000 Italiani), oltre che di utili informazioni che li aiutino ad inserirsi in un nuovo contesto sociale, hanno bisogno di servizi essenziali (come, per esempio, il rilascio dei passaporti, documento generalmente richiesto dalle Autorità britanniche) servizi che una rete già oberata e composta di due soli Consolati di carriera (Londra ed Edimburgo) difficilmente può assicurare. Ho espresso quindi l’auspicio che l’Amministrazione riconosca la necessità di riconsiderare alcune decisioni assunte nell’ambito del processo di ristrutturazione della rete estera in un territorio così vasto”.“Sarà nostra cura perciò – conclude il Deputato – monitorare gli effetti che le misure adottate dal Governo avranno sull’erogazione dei servizi consolari in quei bacini di utenza divenuti sempre più ampi a seguito del riorientamento della rete”. (aise)