Vacanze Pasquali e figli .

 

Eccoci siamo alle porte delle vacanze Pasquali che qua in Grecia, (per lo meno quelle scolastiche) sono molto piu’ lunghe. La famiglia ha  la possibilita’ di riappropiarsi del tempo(per lo meno teoricamente ) e di condividere spazi e orari in maniera piu’ rilassata.

 

La vacanza è il momento in cui la famiglia si riunisce e la vita comunitaria diventa più stretta: se nel quotidiano papà e mamma lavorano e i ragazzini sono a scuola, in vacanza si ritrova il piacere di condividere insieme tempo, attività e luoghi diversi da quelli quotidiani.

 

Tradizionalmente in paesi ortodossi è quasi d’obbligo ritirarsi in campagna, arrostire l’agnello e riunirsi tutti insieme. Quest’annno poi che la Pasqua e’caduta  insieme al primo maggio la gita e’ inevitabile. Tutto sommato aria pulita, profumo di fiori e, compagnia con persone diverse da quelle che frequentiamo quotidianamente, puo’ avere anche un effetto piacevole. Sicuramente positivo, se i figli sono piccoli, ma quasi inevitabilmente stressante se  il figlio, in piena adolescenza, il Giovedi’ Santo  esordisce  con un

<<No io quest’anno al paese dei nonni, insieme alle capre, non ci vado !!!.>>

Dopo ore, e grandi musi lunghi e enormi tiramolla  si  arriva a un compromesso e il problema  piu’ o meno si risolve (anche per mancanza di alternative ). Se pero’ l’incontentezza , ci  accorgiamo  che c’ e qualcosa che  lo assilla,  (se è all’ ultimo  anno del liceo, con un enorme proggramma da studiare,  se non ha  ancora le idee chiare sul ‘cosa faro’ da grande “se il ‘flert’ ha preso il volo ...) forse bisogna avvicinarlo. Come ? Ecco alcune direttive .

 

Non inseguirlo !

Non bussiamo incessantemente alla porta della camera da letto ,o gli stiamo dietro con un

<<Dimmi ,dimmi >>,<<Cosa e’successo ?Cosa hai ? Stai male ?>>

 

Essere disponibili al dialogo.

 

Essere presenti quando anche senza parlare si avvicina

(forse vuole un consiglio )

 

Se non richiesta non dare subito la soluzione  ma, fare in modo che ci arrivi da solo.

 

Non iniziare la frase con un perche’, ricorda tanto l’ interrogatorio della polizia ,e mette l’ interlocutore sulle difensive.

 

Se vogliamo che il ragazzzo si ‘apra ‘ evitiamo domante a cui si puo’ rispondere con un no o un si’.

 

Usare invece espressioni 

Come e’ successo?, in che modo ?, come ti sei sentito? ....

 

Usiamo esempi personali es. Anche a me era successo ...

 

Cerchiamo di metterci nei suoi panni  solo cosi’ possiamo entrare nel suo mondo.

 

Buon dialogo a tutti    

 

  Francesca Attina’