† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

 

N° 5                                                                                              Atene, 1° gennaio  2016

 

SEI CATECHIZZATO?

 

         In questi giorni, fratelli miei, le chiese sono più piene: Natale, Capodanno, Epifania! Questa improvvisa voglia di congregazione ecclesiale, però, è o non è fede? Mostra fede perché Dio è misericordioso e ci ha inviato un Salvatore? O forse mostra che Dio ci ha inviato qualcuno che non ci è poi così tanto necessario?

 

  •   Dalla tua sporadica venuta in chiesa, i tuoi figli possono pensare che tu credi fermamente nel Salvatore, in Cristo? Ed apprendono anche loro a credere in Lui? Seguiranno il Vangelo che li rende gioiosi e forti? No, certamente no! Al contrario, comprendono che Cristo, per te, è qualcosa di minore importanza, per il quale non vale la pena dedicare due ore la domenica, poiché ti senti più attirato da altre questioni.

      Voglio chiedere anche a quanti si recano regolarmente a messa ogni domenica:

       il modo con cui vivi la tua fede ha convinto i tuoi figli che Cristo per te è il Salvatore,

      che ti rende felice e forte nella tua vita? Vengono anche i tuoi figli in chiesa oppure

      no?

 

  •  Papa Francesco, insieme ai Vescovi, ha constatato che: “Durante gli ultimi decenni, nel popolo cattolico, si è osservata un’interruzione nella trasmissione della fede cristiana “di generazione in generazione”. (“La Gioia del Vangelo”, n. 70). Questa constatazione è la dimostrazione maggiore che c’è qualcosa che non va bene tra noi. Andare o meno in chiesa per la messa, senza curarsi di trasmettere la fede ai nostri figli, facendoli vivere lontano dalla Chiesa, vuol dire non dar loro quegli elementi di fede che li convincano a credere, ma anche a vivere gioiosamente secondo il Vangelo di Cristo.

Ma allora a che serve la fede che noi dichiariamo di avere, senza la nostra testimonianza? I primi cristiani riuscirono a convincere anche altri a credere in Cristo. Ai nostri giorni, vediamo che anche i battezzati si allontanano da Cristo! Possiamo affermare che Cristo è soddisfatto di noi? Lui ci dice: “Voi siete il sale della terra. Ma se il sale perdesse il sapore, a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”. Se non riusciamo a trasmettere la nostra fede, allora siamo inutili per Cristo, e la nostra fede è di dubbio valore!

 

  •   Durante i due mesi precedenti, in varie parrocchie, si è svolto un primo incontro di genitori sul tema: “La famiglia trasmette la fede”. La mancanza di partecipazione è stata deludente. Il parroco non ti ha informato? Non ti sei interessato? Senti che la tua fede è forte e ne dai testimonianza, quindi non hai bisogno di coltivarla?Sei simile a colui che crede che a 20, 30, 40 anni, può indossare gli indumenti che portava a 12 anni. È chiaro che non ti stanno più! Allora, perché credere che la fede ricevuta nel catechismo all’età di 12 anni abbia la forza di sostenerti ora che sei cresciuto? Ora che hai altre esperienze, altre problematiche, hai bisogno di conoscere il tuo Salvatore in nuove situazioni. Non credi di aver bisogno di imparare a credere da adulto e non più come un bambino?

 

  •  Lo scorso settembre, fratelli miei, vi avevo posto la domanda: “Sai a cosa credere? Per quale motivo credi? Per quale scopo credi? Sei quindi catechizzato?”. E vi avevo invitato ad essere più esigenti con il vostro parroco, a chiedergli di rendervi capaci di testimoniare la vostra fede e di condurre a Cristo Salvatore i vostri

 

  •  Quest’anno siamo nell’Anno del Giubileo, un Anno di Grazia per renderci conto che il Dio cui noi crediamo è un Dio misericordioso verso di noi. Perché dobbiamo renderci conto di ciò? Ma perché è questo l’elemento centrale della nostra fede e per diventare anche noi “misericordiosi come nostro Dio Padre”.

 

  •  In quali settori dobbiamo mostrare misericordia verso gli altri? In opere di misericordia materiale, ma anche spirituale. Vedi intorno a te, anche all’interno della tua famiglia, molte persone che vivono nella tristezza, nel dubbio, nella solitudine? Chi li aiuterà a conoscere l’amore di Dio, se non TU, che sei accanto a loro?

 

  •  E come puoi fare una cosa simile se non coltivi la tua fede, se non la alimenti costantemente? O forse resti, con un atteggiamento fatalista, in una fede infantile, da bambino, che semplicemente vegeta in te. In questo modo, però, morirai gradualmente di inedia spirituale, senza catechesi e senza essere in grado di trasmettere la tua fede ad altri, a chi ha dubbi o non crede. Come puoi dire di avere fede, se la tua fede non fa nascere fede negli altri?

 

 

  † Sebastiano

   Arcivescovo