Voglia di italiano!

 

 

In occasione della settimana della lingua italiana
Atene, 23 settembre 2016
 
 
Il COMITES Grecia ha proposto un programma, per la diffusione della lingua e della cultura italiana, tenendo presente:
*  il vasto patrimonio culturale che l‘ Italia  può offrire al mondo,
*  l‘ ampio interesse delle Istituzioni locali per la cultura italiana,
* la provata disponibilità delle suddette strutture a favorire concretamente iniziative orientate in tal senso,
•   la possibilità di un riscontro economico legato alla diffusione della italianità.
 
 
Il programma, che e' in via di attuazione, è indirizzato agli italiani di terza generazione ed alla popolazione che ci ospita, ed offre altresi' un supporto essenziale agli attuali e futuri iscritti alla Scuola Italiana di Atene. Il programma  comprende l’ insegnamento e diffusione della lingua e cultura italiana in strutture offerte gratuitamente dall'Organismo Culturale del Comune di Atene  - OPANDA.Le lezioni della lingua italiana verranno effettuate in dodici strutture distribuite su vari punti della citta' di Atene di competenza dell‘ Opanda. Gli orari dei corsi avverranno nell'arco della giornata secondo la disponibilità delle varie  sedi.
 
Le lezioni saranno tenute gratuitamente da volontari di madre lingua italiana. 
 
Propio in momenti come questi, l'impegno comune, la volontà e il flusso di comunicazione CONTINUO, sono la ricetta per il successo di tutte le iniziative culturali, sociali, economiche di interesse COMUNE.
 
La relazione del Governo al Comitato di Presidenza del Cgie
Fra gli argomenti trattati la riforma dei Comites e del Coniglio Generale, distribuzione delle risorse agli Enti gestori, campagna informativa per il referendum costituzionale  e riforma della scuola italiana all’estero
.............Per quanto concerne infine l’attuazione della delega per la riforma della scuola italiana all’estero si evidenzia come questa sia ispirata a specifici principi generali: aggiornamento degli ordinamenti per rispondere in maniera flessibile alla realtà socio-economica di ciascuno dei paesi esteri in cui si opera; rafforzamento della missione di promozione della cultura italiana all’estero e suo coordinamento con le iniziative dell’intero sistema paese; razionalizzazione delle norme sul personale all’estero, eliminando le maggiori criticità finora riscontrate nella prassi. “Il Maeci –  si spiega nel documento - vorrebbe superare l’impostazione tradizionale, prevista dal vigente articolo 625 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, e risalente alla legge 153/1971, che aveva come finalità l’assistenza scolastica agli emigranti e ai loro famigliari, puntando invece sul sempre maggior inserimento dei corsi di italiano nei percorsi scolastici locali. Coerentemente con l’evoluzione socio-economica degli ultimi 50 anni, i destinatari di questi corsi non verrebbero più individuati soltanto tra gli italiani all’estero: la nuova tipologia di intervento intende rispondere a finalità più ampie di promozione della lingua e della cultura italiana, come nei fatti già avviene: ricordiamo che più dell’80% dei corsi offerti dagli enti gestori è inserito nei curricula delle scuole locali”. (Inform)