† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

N° 11                                                                          Atene, settembre 2016

 

IL CRISTIANO VA IN VACANZA?

 

    Fratelli miei, durante la stagione estiva, la nostra vita, in generale, acquista un ritmo più rilassato, poiché tutti siamo alla ricerca di un modo per riposarci. In questo modo, si rilassa anche la vita della nostra parrocchia.

   Ma ci si chiede: la vita del cristiano può andare in vacanza? Il cristiano, in estate, smette di essere cristiano? Cessa di pregare? Cessa di ascoltare la parola di Dio? Cessa di nutrirsi del Pane della Vita? Smette di essere morale, giusto, sincero; di amare, di perdonare, di essere disponibile, generoso, ecc.? Certamente no! Ma perché?

   La risposta ci è data da Gesù Cristo: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. (Matteo 26,41). Ed anche: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché vi assicuro che molti cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno”. (Luca 13,24). Quindi Cristo ci invita a vegliare, a non dormire, ad essere sempre pronti per la nostra lotta spirituale quotidiana, in modo da non essere trascinati dallo spirito astuto o anche dallo spirito del mondo, ed abbandonare così la strada che conduce alla vita eterna.

   Hai mai posto questa domanda a te stesso? “Perché vivo? Per quale scopo? Cosa intendo ottenere nella mia vita?”. E hai mai risposto? Se non hai dato una risposta definitiva a questa domanda, sei simile ad un uomo che si trova su di un mezzo di trasporto e non sa né perché è vi è salito a bordo né dove sta andando. Semplicemente vive, solo perché i suoi genitori lo hanno messo al mondo. Sa che un giorno morirà, ma non ha ancora compreso il senso di una vita che inizia e finisce. Non ha ancora dato una risposta alla domanda se la sua vita finisce o continua, e come prosegue la sua vita dopo la morte. Anche gli animali vivono, ma non sanno il perché!

   I veri discepoli di Gesù Cristo, però, lo sanno! Sanno e per questo motivo non esitano ad andare controcorrente. Per questo motivo restano costanti, perché sanno a chi credere. Gesù Cristo inizialmente aveva molti seguaci che lo seguivano. Ma un giorno, iniziò a dir loro delle verità difficili e allora, alcuni di questi seguaci dissero: “Sono dure queste parole. Chi può ascoltarlo?”. E lo abbandonarono.

   Tuttavia, Gesù pose immediatamente la questione ai dodici apostoli: “Forse anche voi volete andarvene?”. Cristo non costringe nessuno. E l’apostolo Pietro rispose: “Signore, andare da chi? Tu hai parole per la vita eterna”. Cioè: io, Pietro, non capisco tutto quello che dici. Ma ho creduto in qualcosa di importante: che quando tu parli, mi sento inondare di un’altra vita, diversa dalla vita che inizia con la nascita e termina con la morte. Quando tu parli, io ricevo fin da ora, questa vita eterna. NON VOGLIO PERDERLA. E per questo motivo, ti seguirò sempre, anche se gli altri ti abbandonano.

   Per le persone come Pietro, i cristiani convinti e determinati, Cristo dice: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano” (Giovanni 10, 27-28).

E allora cristiano è chi ha creduto in Gesù Cristo e lo segue dovunque e dappertutto: nel lavoro, a scuola, in vacanza, nel dolore, nella gioia. Si nutre della Parola di Dio e dei Misteri e lotta con la forza della preghiera.

  † Sebastiano

   Arcivescovo