† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

N° 18                                                                                                Atene, Aprile 2017

 

Perché la veglia pasquale?

 

      Siamo soliti parlare della Pasqua, sapendo che in questa occasione festeggiamo la morte e la resurrezione di Gesù Cristo. Tuttavia, il cuore della Pasqua è la Veglia Pasquale. Questa Veglia spiega cosa rivive e festeggia la Chiesa in questi giorni e per questo motivo vi invito ad esaminare insieme ciò che si fa durante la Veglia Pasquale.

     Si inizia con la cerimonia al buio, che vuol significare che Cristo sta arrivando per toglierci dal buio dell’ignoranza. Con il suo insegnamento ci illumina promettendoci, dopo la morte, una vita eterna di felicità accanto a Dio, alla quale ci prepariamo qui sulla terra. Dal momento della nostra nascita, però, ci portiamo dentro un altro buio: l’incapacità di amare Dio più di ogni altra cosa, di obbedirgli a qualunque costo, e ad amare il nostro prossimo come noi stessi. È ciò che ha fatto solo Cristo, morendo di sua volontà, sulla croce. Ed ecco perché è risorto ed ha sconfitto la morte dell’anima (il peccato) e la morte della tomba (il deterioramento), donandoci la resurrezione spirituale ORA, con la promessa di donarci anche la resurrezione del corpo alla FINE, al suo ritorno. Ciò è da noi rivissuto benedicendo nel buio della notte, la nuova fiamma, con cui accendiamo il Cero Pasquale (Cristo risorto) ed il nostro cero (a simboleggiare che con il pentimento – confessione, siamo rinati).

    La Parola di Dio che si ascolta subito dopo (le letture), ci ricorda questa nostra situazione spiacevole, le promesse di Dio e la Sua opera per salvarci!

    Segue una cerimonia incentrata sul Battesimo. Il parroco benedice l’acqua e ci invita a rinnovare le promesse di una vita cristiana, date in nostra vece dai nostri genitori e dal padrino e madrina all’atto del battesimo, ma ora ciò è svolto in piena coscienza da parte nostra, con responsabilità e determinazione. A questo punto diciamo: “rifiuto Satana, i suoi inganni ed il peccato, credo in un Dio Uno e Trino, deciso a seguire Cristo Salvatore con il Suo nuovo popolo,  la Chiesa”.

   Per questo motivo la Chiesa, durante i primi secoli della sua vita, battezzava i catecumeni proprio la notte della Resurrezione. Gli adulti che desideravano diventare cristiani, partecipavano al catechismo per 2-3 anni ed in particolare durante l’ultima Quaresima, ogni giorno, attraversando varie fasi, con preghiere della Chiesa, con azioni simboliche ed esorcismi per togliersi di dosso l’influsso del maligno, con il catechismo per il Padre Nostro ed il Credo, ed accompagnati dall’esempio degli altri cristiani ed in particolare dei loro padrini e madrine.

     È molto importante che nella notte della Resurrezione, si svolga il battesimo di quei bambini e quegli adulti che si sono preparati a questo mistero, finanche dei neonati. È importante ed è anche consigliato dalla Chiesa, poiché guardando il Battesimo in quella notte, noi battezzati ci rendiamo conto di quale importante dono abbiamo ricevuto nella nostra vita e quanto dobbiamo lottare per restare fedeli alle promesse del nostro Battesimo.

    Prima di battezzarsi, gli adulti si spogliavano dei loro indumenti precedenti, per mostrare che Cristo con il Battesimo li faceva rinascere ad una nuova vita, faceva cambiar loro vita, e per questo motivo indossavano un nuovo indumento candido, perché diventavano nuovi uomini, perché non avrebbero più seguito lo spirito del mondo, ma lo spirito di Cristo e la lezione del Vangelo.

     Leggiamo nel Catechismo della Chiesa Cattolica: “Il Battesimo non soltanto purifica da tutti i peccati, ma fa pure del convertito una “nuova creatura”, un figlio adottivo di Dio che è divenuto partecipe della sua natura divina, Suo coerede, tempio dello Spirito Santo”. (n. 1265).

    Questa nostra rinascita con il Battesimo ricordiamo e riviviamo durante la Veglia Pasquale, che è il cuore di tutto l’Anno Liturgico della Chiesa. Lottando, quindi, per la nostra salvezza, prepariamoci a vivere in piena coscienza e determinazione questa Resurrezione, come un nuovo passaggio verso la nuova vita di Gesù Cristo Risorto.

Felice Resurrezione!

  † Sebastiano

   Arcivescovo