† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

N° 13                                                                                                          Atene, novembre 2016

 

I defunti: sepoltura o cremazione?

 

            La nostra Chiesa, con un testo del 3-7-1936, ha stabilito che “deve essere mantenuto il costume di seppellire i corpi dei fedeli defunti”, aggiungendo che la cremazione “non è di per sé contraria alla fede cristiana. Per questo motivo, non bisogna rifiutare i Sacramentied il funerale religioso a chi ha chiesto la cremazione, purché detta scelta non sia fatta “come rifiuto delle dottrine cristiane” (AAS 56 (1964), 822-823).

 

            Da allora fino ad oggi, si sono diffuse idee contrarie alla fede della Chiesa Cattolica. Così, la Congregazione Romana per la Dottrina della Fede ha pubblicato, il 25-10-2016, un nuovo testo didattico, al fine di sottolineare i motivi, dottrinali e pastorali, per i quali è preferibile la sepoltura dei corpi.

Perché, dunque, la Chiesa Cattolica preferisce la sepoltura dei fedeli defunti?

La resurrezione di Gesù è la massima verità della fede cristiana fin dagli albori del Cristianesimo. Scrive l’Apostolo Paolo: “vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e resuscitò al terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e poi ai dodici” (1 Cor. 15, 3-5).

            Con la sua morte e resurrezione, Cristo ci ha liberato dal peccato e ci ha permesso di accedere ad una nuova vita: “Come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vitanuova” (Rom. 6,4). Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. La Chiesa prega: “Per i tuoi fedeli, Signore, la vita cambia, non è sottratta; e quando il corpo mortale si scioglie, gli procuri una casa eterna nel regno dei cieli”. Con la morte, l’anima si separa dal corpo, ma con la resurrezione, Dio restituisce la vita, una vita integra, congiungendolo all’anima.

            La sepoltura è il modo migliore per esprimere la nostra fede e speranza nella resurrezione dei corpi. Con il Battesimo, l’uomo diventa tempio dello Spirito Santo, attraverso il quale il fedele può realizzare numerose opere buone. La Chiesa consegna alla terra il corpo senza vita del fedele, come se dormisse, in attesa della sua resurrezione.

            Inoltre, la sepoltura nei cimiteri facilita il ricordo dei defunti, e ci fa pregare per loro, onorando, nel contempo, i martiri ed i santi. Così si mantiene la comunione (unità) tra viventi e defunti.

            Lì dove per motivi igienici, economici o sociali è consigliata la cremazione, la Chiesa non ha motivi dottrinali (di fede) per ostacolare questa pratica, poiché la cremazione non tocca l’anima e non ostacola l’onnipotenza di Dio di far risorgere il corpo e quindi la cremazione non rifiuta l’insegnamento cristiano sull’ immortalità dell’anima e la resurrezione dei corpi.

            La Chiesa preferisce la sepoltura senza, però, vietare la cremazione, “purché questa scelta non sia dettata da motivi contrari all’insegnamento cristiano”. In questo caso, le ceneri del defunto devono essere conservate in un luogo sacro: nel cimitero o anche in un luogo scelto dalla Chiesa appositamente a questo scopo. Ciò sarà di aiuto ai parenti ed alla comunità cristiana che potranno ricordarsi e pregare per i defunti.

            Per i suddetti motivi non è consentito conservare le ceneri nelle abitazioni familiari. Inoltre, le ceneri del defunto non devono essere distribuite alle varie famiglie, per assicurare il rispetto e le condizioni adeguate di conservazione. Non è consentito, oltre a ciò, spargere le ceneri al vento, sulla terra o nell’acqua, per evitare di considerare tale azione come una tendenza panteistica o naturalistica o anche nichilista.

            Se il defunto aveva dichiarato pubblicamente di desiderare la cremazione seguita dallo spargimento delle ceneri nella natura, per motivi opposti alla fede cristiana, non è possibile celebrare un funerale religioso, secondo il canone 1184.

  † Sebastiano

   Arcivescovo