Mostra "Leros"
Mostra "Leros"

La Scuola Italiana di Atene alla Mostra “Leros - anche il nulla ha un nome”

Mostra "Leros"
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La Scuola Italiana di Atene alla Mostra “Leros - anche il nulla ha un nome”

Mostra "Leros"
Mostra "Leros"

La Scuola Italiana di Atene alla Mostra “Leros - anche il nulla ha un nome”

Sinergia che conferma

la vivacità della presenza italiana ad Atene.

 

 

Martedì 22 Novembre gli alunni del Liceo scientifico della Scuola Italiana di Atene sono stati accompagnati dai loro docenti presso il Centro culturale “Melina” alla mostra fotografica “Leros – anche il nulla ha un nome”.

 

La fotografa Antonella Pizzamiglio ha raccolto in questa mostra gli scatti dei suoi due viaggi, il primo nel 1989 e il secondo nel 2011, a Leros presso l’ospedale psichiatrico ospitato dall’ isola greca. Gli scatti del 1989 sono frutto di un coraggioso viaggio della Pizzamiglio che intendeva mostrare la terribile realtà vissuta dai pazienti internati in vista dell’ imminente Congresso mondiale di Psichiatria che si sarebbe tenuto quell’ anno proprio ad Atene. Una galleria di immagini che raccontano di degrado, abbandono, violenza; una discesa agli Inferi raccontata attraverso un obiettivo fotografico. Le foto del 2011 sono il racconto di un ritorno, alla ricerca di uomini e donne, amici pazienti, in quegli stessi luoghi ormai trasformati grazie alle azioni di riforma seguite alle denunce.

 

Gli studenti della Scuola Italiana hanno attraversato le due sale della mostra ascoltando con attenzione ed emozione la fotografa raccontare i dettagli dei suoi viaggi, le sensazioni provate, le scelte artistiche (i colori per le fotografie del 1989; il bianco e nero per le fotografie del 2011; gli scatti conservati e non selezionati per la mostra). Una spiegazione iniziale ha permesso agli studenti di comprendere la portata dell’ esperienza italiana in tema di psichiatria, in particolare dell’ opera di Franco Basaglia, e il ruolo degli operatori italiani nella trasformazione dell’ ospedale psichiatrico di Leros.

 

 Al termine del percorso studenti, insegnanti e curatori della mostra, assieme alla fotografa, si sono raccolti in una delle due sale. Gli studenti, visibilmente scossi e commossi dalle immagini, hanno  dimostrato curiosità e interesse. Tanti gli spunti di riflessioni, i paralleli con altre condizioni di marginalità e di sofferenza del passato e del presente emersi durante la discussione. Numerose domande di approfondimento si sono levate dagli studenti: a tutte le loro richieste ha fornito chiarimenti illuminanti lo psichiatra Theodoro Megaloikonomou.

Una importante iniziativa frutto della sinergia tra le realtà attive nei campi della cultura e della formazione che conferma la vivacità della presenza italiana ad Atene. 

 

          ALESSANDRO   PORCELLUZZI