Fine anno scolastico 2016-2017

Emozioni, felicità, commozioni, collaborazioni, integrazioni e tanti sentimenti ancora....

 

TUTTO QUESTO E'

LA NOSTRA SCUOLA ITALIANA.

L' altro giorno ho partecipato alla premiazione del concorso "SOGNI DI CARTA" 2a edizione, concorso dedicato a tutti ma in particolare ai giovani. Bastava inventare e scrivere una piccola storia, per prenderne parte. Scrivere è un' arte ma, è anche un attività che aiuta allo sviluppo di capacità come la riflessione, conoscenza interiore ,creatività...

Mi ha fatto quindi piacere apprendere il fatto che 50 ragazzi da Atene e da varie regioni della Grecia e anche dall' Italia si siano applicati volontariamente in questa attività.

In un periodo, e parlo sopratutto per la Grecia dove i genitori nella maggior parte delle volte sono impegnati a mettere insieme i loro ''pezzi'', alcuni con scattti di aggressività altri chiudendosi in comportamenti depressivi, altri cercando nuovi interessi rendendo la famiglia un posto carico di tensioni e sentimenti negativi.

Cosa può fare un giovane alla ricerca della sua identità? La scelta piu' facile? Negare tutto è isolarsi in un mondo virtuale, una tra le scelte piu' facili e a portata di mano. E se iniziassimo a dare degli stimoli?

In fondo se rendiamo piu' accettabile e divertente la quotidianità, le occasioni vengono colte. La fiaba che ha vinto per originalità parlava appunto di sentimenti da esprimere, i ragazzi della scuola Italiana hanno scelto e cantato la canzone di Gabbani e la scimmietta come mascotte passava di mano in mano... Vogliamo tutti qualcosa di bello, creativo, umano.                                               (Francesca Attina, psicologa)

 

Bilancio di un anno scolastico in Grecia ovvero la mozione degli affetti Sempre tutorial style

1)La scuola finisce a puntate. C'è l'ultimo giorno di lezione, la cena con i ragazzi dell'ultimo anno, la festa di fine anno con alunni, colleghi, genitori, gli ultimi consigli, l'ultimo collegio. Un congedo a tappe, bradicardia/tachicardia. E la coda, quello che fu un rito di passaggio (lo è ancora?), gli esami di maturità, l'ultimo tassello del mosaico ancora da inserire.

2)Tempo di bilanci, dunque. Sono arrivato qui a fine settembre, con un tuffo carpiato Riyadh-Istanbul-Bari-Bucarest-Atene nel giro di 72 ore. C'è una foto di me in prima elementare, grembiule blu e sguardo criptico. Lo ricordava mio padre qualche sera fa: anni dopo mi chiesero a che pensassi. Risposi: "Sarò bravo o non sarò bravo?" Questo tornare a scuola, in Grecia, è stato un po' così. “Sarò bravo o non sarò bravo?” Imparare a occupare uno spazio in un mondo. Lo spazio di un ruolo complesso e affascinante, quello dell'insegnare, in un mondo, il mondo di questa comunità italiana, greca, italogreca, albanese (ecc.ecc.), l’anima di questa scuola italiana in terra greca.

3)Questo Paese, questa città sono strani. Lasciano in quasi tutti coloro che li sfiorano un mal di Grecia, un mal di Atene. Persino in chi, come me, si affeziona pochissimo ai luoghi e viaggia molto e solitamente leggero. Un effetto forse, anzi sicuramente, amplificato dall’aver calpestato i pavimenti, attraversato i corridoi, abitato le aule di un luogo che è, prima di ogni altra cosa, una comunità di affetti.

4)A questo anno di scuola ad Atene devo molto. Al punto che l’impegno nel lavoro l’ho sentito come uno sdebitarmi, un restituire ciò che stavo, continuamente e in maniera crescente, prendendo. Un risalire dal porto, sepolto per un po’ di tempo, tornando alla luce con i miei, soliti, canti (la scrittura, parlare in pubblico, ritornare a leggere di filosofia, la politica). Un debito da saldare, il mio, con ragazzi e ragazze, gli studenti, davvero e senza retorica, straordinari. Al piano terra della nostra società (bellissima espressione di Erri De Luca) c’è una generazione tanto fragile, quanto sensibile, profonda, sfaccettata.

5)In un’età difficile,l’adolescenza , in un Paese difficile, la Grecia ai tempi della crisi, in una condizione “bastarda” (italiani che vivono in Grecia, o italogreci, o albanesi che vivono in Grecia), come gli alunni di una classe si sono autodefiniti durante un’ora di lezione: nonostante questo (o forse proprio grazie a questo?)in questa scuola ho visto preparare “granai, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”. Giovani speciali (ciascuno secondo le proprie capacità: studio ,sport, musica, volontariato, socialità...) accompagnati con energie e iniziativa straordinarie da tutte le componenti, ciascuna ricca e preziosa: docenti, collaboratori scolastici, dirigenza, genitori, enti e associazioni della comunità.

6)Durante la cena con i ragazzi, uno studente mi chiedeva dei miei trascorsi scolastici da secchione. Gli ho risposto con un: “E’ difficile, complicato essere bravi”, raccontando come anche l’approccio alla politica fosse stato un modo, da ragazzino, per farsi accettare, per sentirsi integrato, per essere apprezzato. Perché è vero, in fondo a qualsiasi età (con molte meno sovrastrutture da bambini e ragazzi) agiamo soprattutto in vista di quello. Solo che col tempo impariamo a trasformare doni e talenti. E se conserviamo un lato di autenticità cerchiamo sempre, in ogni ambito, un’unica cosa, un unico obiettivo, quello che ci muoveva da bambini: amare ed essere amati. In questo il bilancio di questo anno è sicuramente positivo. Buon cammino. Ça va?                                         (Alessandro Porcelluzi, professore - post sul facebook)

"IN BOCCA AL LUPO !!!" auguro ai miei Studenti... ricordando che i cuccioli, in bocca al lupo, sono protetti al massimo e che augurare a qualcuno di trovarsi in bocca a questo magnifico animale è un modo per auspicargli di essere protetto e guidato dallo spirito maestoso di esso. Dopotutto anche Romolo e Remo sono stati allevati da una lupa, la quale li trovò, li allattò e li portò in bocca fino ad una grotta per proteggerli. Solo una cosa da tenere in mente: Mostrate cio' che avete dentro e, come ripeto spesso, DIVERTITEVI! Con affetto!        (Chiara Maucieri, insegnante - post sul facebook)