Un'interrogazione di Antonio Razzi (Fi) sui tagli

dei fondi alle scuole italiane all'estero

Le decurtazioni previste nella legge di stabilità

in questi giorni all'esame di Palazzo Madama

 

 

Il senatore Antonio Razzi (Fi) ha presentato un'interrogazione al ministero degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, a proposito dei tagli dei fondi alle scuole italiane all'estero previsti nella legge di stabilità in questi giorni all'esame di Palazzo Madama.

Nel testo dell'interrogazione si chiede se non si ritenga necessario “un cambiamento di strategia” relativamente ai tagli “sui medesimi capitoli di spesa che riguardano i cittadini italiani residenti oltreconfine” e che “avvengono da diversi anni – scrive Razzi, domandando se non si voglia invece “sostenere l'insegnamento della lingua e della cultura italiana all'estero, nel breve periodo, così da averne un ritorno in termini economici, commerciali e turistici nel lungo periodo”.

 

Razzi ribadisce come “la rete delle istituzioni scolastiche all’estero costituisca una risorsa per la promozione della lingua e cultura italiana, nonché per il mantenimento dell’identità culturale dei figli dei connazionali e dei cittadini di origine italiana” e come “le scuole italiane siano spesso un punto di riferimento nei Paesi in cui operano, potendo produrre per l’Italia ritorni di lunga durata in tutti i settori: culturale, politico ed economico”. I tagli annunciati e quantificati dall'interrogante in circa 3 milioni di euro “se confermati – scrive Razzi, - abbandonerebbero ad un destino inglorioso il Sistema Italia nel mondo” e dimostrerebbero “una scarsa lungimiranza, soprattutto in termini economici, commerciali e turistici”, oltre che l'assenza di attenzione nei confronti delle istanze dei connazionali all'estero. “È sicuramente condivisibile combattere gli sprechi della spesa pubblica italiana”, ma non – conclude il senatore di Forza Italia, andando a “decurtare quelle poche risorse finanziarie ancora stanziate a favore delle attività culturali nel mondo, da cui l'Italia potrebbe trarre degli enormi vantaggi economici”. (Inform)