† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

 

N° 8                                                                                                         Atene, 1° aprile 2016

                              OPERE DI MISERICORDIA: MATERIALI E SPIRITUALI!

  Quest’anno, Papa Francesco ci invita a vivere la Quaresima come un periodo pieno di forza, in cui constatare la misericordia di Dio nei nostri confronti, dando priorità all’ascolto della Sua parola, alla lettura e allo studio, ed in base a quanto ci viene da Lui detto, alla preghiera.

 

  La misericordia di Dio si svela attraverso la storia della salvezza, così com’è esposta nelle Sacre Scritture. È qui che Dio si presenta come padre e consorte tradito dal suo popolo (figlio/figlia e consorte), che non gli restano fedeli. Questo dramma dell’amore raggiunge il suo momento culminante con Suo Figlio, che diventa uomo per cercare il nostro amore, mostrandoci il Suo amore, perché muore per noi sulla Croce e resuscita per ridarci la Sua vita.

  Il comportamento misericordioso di Dio verso di noi peccatori ci offre la possibilità di pentirci, di convertirci, di cambiare vita per diventare
anche noi misericordiosi verso il nostro prossimo. Questa misericordia, ci dice il Papa, deve essere materiale ma anche spirituale.

  Le opere MATERIALI di misericordia sono quelle che alleviano le nostre esigenze fisiche. Possiamo aiutare (con denaro o fornendo i nostri servizi) persone che conosciamo o che incontriamo per strada, contribuendo all’opera della Caritas della nostra diocesi, la Caritas di Atene, delle case di riposo per anziani “Il Buon Samaritano” e “Timios Stavros”, dei profughi, ecc. Queste opere di misericordia non possono essere trascurate da un cristiano.

  Tuttavia, le opere SPIRITUALI di misericordia sono quelle più trascurate, perché è dominante l’impressione che l’infelicità dell’uomo dipenda solo dalla mancanza di denaro e che l’uomo ha bisogno solo di gioie materiali. Tuttavia, Gesù Cristo ci dice: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Matteo 4,4).

  Il più misero dei poveri, ci dice il Papa, è colui che non riconosce la sua povertà spirituale, perché è servo del peccato, del denaro, del potere. Abbiamo bisogno di uscire dalla nostra alienazione esistenziale: ascoltando la Parola di Dio e facendo attenzione alle necessità del prossimo. Le esigenze spirituali, e quindi le opere di misericordia spirituale nei confronti del nostro prossimo, ci dice il Papa, sono: consigliare, insegnare, perdonare, esortare, pregare.

  Di queste opere hanno bisogno prima le persone con cui ci relazioniamo ogni giorno:
la famiglia, gli amici, i colleghi, i compagni. Sarà una parola di partecipazione, di conforto o di sostegno, un atto di conciliazione e perdono, una testimonianza di fede che illumina chi non riesce a trovare un senso nella propria vita o non sa quanto amato è da Dio, un consiglio per abbandonare la strada del peccato che conduce alla distruzione eterna.

Salvando i nostri fratelli, salviamo noi stessi.

Fratelli miei, prego per voi. Pregate anche voi per me!

 

  † Sebastiano

   Arcivescovo