† SEBASTIANO

Arcivescovo dei Cattolici di Atene

Amministratore Apostolico dell’Arciepiscopato Cattolico di Rodi

 

 

 

Ai fedeli delle diocesi ecclesiastiche di Atene e Rodi

N° 15                                                                          Atene, gennaio 2017

 

La convivenza fra omosessuali è matrimonio?

 

            Fratelli miei, ciò che ho ascoltato nel notiziario un mese fa, tocca la nostra fede e vita cristiana. Per questo motivo ho deciso di scrivervi oggi su questo argomento. Il Parlamento greco, seguendo l’ideologia gender, ha votato una legge in base alla quale la convivenza fra due uomini o fra due donne è equiparata al matrimonio. Hanno agito correttamente? Il loro pensiero è che tutti gli uomini debbano avere gli stessi diritti, coloro che convivono eroticamente si possano sostenere economicamente l’un l’altro, che l’uno abbia diritto all’assicurazione sociale e al patrimonio dell’altro.

Possiamo constatare che le cosiddette società democratiche odierne si sono CONFUSE: una cosa è questa forma di convivenza e un’altra è il MATRIMONIO. Se i Governi vogliono assicurare le summenzionate questioni di vicendevole assistenza fra due persone di qualunque sesso, non devono fare altro che stabilire con legge che ciò può avvenire con una dichiarazione responsabile o con testamento o con altro mezzo. Non è necessario chiamare questa convivenza MATRIMONIO. Perché NON è MATRIMONIO. Qui sta il problema!

La natura – e dico natura per rivolgermi anche a coloro che non condividono la nostra fede cristiana, perché normalmente dovrei dire: Dio, il Creatore – la natura dunque ha previsto secondo la regola due sessi di persone, di animali e di piante: il maschile e il femminile. Dall’ unione dei due sessi nasce una nuova esistenza dello stesso genere: persona, animale, pianta. E così si perpetua la specie. Senza l’esistenza del maschile e del femminile le creature sulla terra sarebbero scomparse. Ciò per gli uomini si chiama matrimonio, per gli animali accoppiamento, per le piante fecondazione.

Quando ci sono diversi animali insieme parliamo di branco, non di accoppiamento. Quando ci sono molti fiori insieme parliamo di bouquet, non di fecondazione. Quando ci sono due uomini o due donne insieme, parliamo di amicizia, di associazione, di qualunque cosa tranne che di Matrimonio. Il Matrimonio implica sempre che da questa unione possa essere generata una nuova persona che può continuare la specie. Non è mai nata una nuova persona dalla convivenza di due uomini o due donne.

Per questo, e presso tutti i popoli, in tutte le epoche, nonostante il fenomeno dell’omosessualità, mai questa unione è stata chiamata MATRIMONIO. Così stupidi, così incivili, così primitivi erano tutti questi popoli dei quali ammiriamo la cultura? E così intelligenti sono gli uomini dell’odierna ideologia Gender che cercano di convincerci e di imporci di considerare MATRIMONIO la convivenza fra due persone dello stesso sesso?

 Ma veniamo al nostro ambito, quello della fede cristiana, della rivelazione di Dio, che Lui ha realizzato nei secoli per mezzo dei Suoi Profeti, in seguito per mezzo di Gesù Cristo e che infine ci hanno esplicato gli Apostoli di Cristo.

Sull’unione omosessuale leggiamo nelle Sacre Scritture ciò che disse Dio ad Abramo: “Il grido contro Sodoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave”. (Gen. 18,20). In seguito la Genesi ci racconta il tentativo degli uomini di Sodoma di unirsi ai due viandanti che ospitava Lot e subito dopo leggiamo la distruzione delle due città. Così il rapporto sessuale contro natura e soprattutto omosessuale fu chiamato sodomia.

E l’apostolo Paolo scrive: “Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio” (1Cor. 6,9-10). Noi non giudichiamo gli uomini, solo Dio giudicherà ognuno di noi. Noi giudichiamo il comportamento e affermiamo che questo comportamento non è cristiano, non è conforme alla volontà di Dio.                       

  † Sebastiano

   Arcivescovo