Mostra fotografica di Ino Lucia a Messini

Presenti all' inaugurazione l'Ambasciatore Luigi Marras e Enrico Barbato.

Poche volte mi sono sentita tanto coinvolta da un'opera d'arte come davanti agli scatti di Ino Lucia. Opere fatte di volumi e  di linee ridotte alla loro essenzialità, affogate in una luce che ci ricorda Theodoros Anghelopoulos il grande regista greco tanto amico del nostro Tonino Guerra.


Una ricerca  di praticità che possiamo trovare in centinaia di oggetti di artigianato privati, nei millenni, di tutto il superfluo.  Utensili ridotti al minimo indispensabile necessario al loro uso pratico: un catino, una brocca, un attrezzo...opere d'arte plasmate dal tempo e dalla saggezza popolare.


E' In questa ricerca di essenziale, di luce, di ombra, che  arriva il messaggio di Ino lucia: l' urgenza di capire le radici comuni di tutti i popoli che si affacciano su questo nostro mare.


Davanti alle sue fotografie mi sono ricordata di un altro momento in cui ho provato tanto stupore: Roma, finalmente ho il tempo di visitare il MAXXI, museo di arte contemporanea che mai ero riuscita a vedere. La prima opera che incontro è un gigantesco tavolo il cui piano è uno specchio dalla forma molto irregolare, intorno tante sedie una diversa dall'altra. Immobile davanti a quello spettacolo cercavo di capire perchè me ne sentissi tanto attratta, solo dopo un poco ho realizzato che  quel grande tavolo specchiante ha la forma del bacino del mediterraneo, le sedie che lo circondano sono le sedute caratteristiche dei paesi che su esso si affacciano. "Love difference" ama il diverso di Michelangelo Pistoletto.


Una grande mensa che ci fa pensare con stupore a sapori, profumi, colori.  Che ci fa riflettere e ci invita a mediare tra terre, lingue, religioni, visioni politiche diverse.

Viviamo anni di grande sofferenza. Il dolore della perdita del lavoro, della incapacità di sognare un futuro, di vedere il nostro mediterraneo solcato da centinaia di migliaia di barconi stracarichi di povera gente. Il dolore di corpi di donne, giovani, bambini restituiti dal mare sulle coste della Sicilia, della Turchia, della Grecia della Libia.


Da un dolore così grande non si esce mai uguali a come eravamo. Quando tutto questo finirà saremo persone diverse, generazioni con un altro modo di pensare, di immaginare il futuro, di concepire il rapporto con gli altri. Sono certa che saremo migliori ma non riesco ad immaginare quanto durerà il buio ne' quanto pagheremo caro questo percorso.
Per adesso posso solo dire che il lavoro di artisti come Ino contribuiscono ad una riflessione che ci aiuta a non incattivirci. Tanto dolore, nelle menti di molte persone diventa paura, risentimento, odio. Nel lavoro di questi artisti troviamo visioni "altre" che ci portano verso processi non violenti di lotta, liberazione, umanizzazione.

Margherita Bovicelli
Agente Consolare Onorario D' Italia Per il sud Peloponneso